Resina (Na), “La tratta degli stracci”

L’accurata inchiesta di Zavoli (1963) sul mercato degli stracci di Ercolano (al tempo chiamata ancora Resìna) riassume limpidamente il tragitto affannato del Mezzogiorno negli anni della ricostruzione. Il capitale per iniziare l’attività è fornito dalla guerra, grazie ai magazzini militari abbandonati dagli americani. Il traffico si espande con gli acquisti dei grossisti negli Stati Uniti. L’elusione dei controlli doganali aumenta i margini di lucro. In assenza di alternative, questa economia di scarti consente al paese di sopravvivere. Le interviste ai venditori rovistano nelle balle di stracci, scovando tessuti meno umili che celano il segreto di una piccola prosperità. La natura del commercio avvilisce il ritegno degli abitanti davanti ai forestieri. La consapevolezza dell’illegalità si pacifica con una preghiera d’indulgenza e un appello a Dio.