Monteforte Irpino (Av), Piazza Umberto I

Monteforte Irpino (Av), Piazza Umberto IIl suo castello, da cui prende nome il paese, fu probabilmente un antico castrum romano, su cui fu edificato un castello vero e proprio probabilmente dai Longobardi. Ma la storia di Monteforte è antichissima: si trovano tracce della sua esistenza già durante la seconda guerra punica, quando Annibale Barca vi passa tornando da Capua, sulla via Appia, in direzione di Canne, dove preparerà la storica trappola ai Romani. Ad ogni modo, nei secoli a seguire, il paese non viene praticamente mai citato, fino al 891 d.C., quando compare stabilmente in diversi documenti ufficiali. Nel periodo angioino, passò ai principi di Montfort e vi dimorò quel Guido di Montfort che il 25 maggio 1270 nella Chiesa di San Silvestro di Viterbo assassinò Enrico di Cornovaglia, figlio di re Riccardo I d’Inghilterra. Il feudo in seguito appartenne agli Orsini, ultimi conti di Nola, che lo persero per essersi ribellati a Carlo V. Nel 1799 i francesi vi fissarono un distaccamento e da qui mossero all’attacco di Mercogliano ed Avellino. I moti carbonari di Nola (1 luglio 1820) videro Monteforte protagonista: gli insorti del seguito di Michele Morelli vi innalzarono la bandiera della libertà contro i Borboni. In seguito, acquistò l’appellativo di Irpino per meglio evidenziarne l’aggiunta alla provincia di Avellino. Di epoca seicentesca, la Chiesa di S. Nicola di Bari conserva alcune tele del XVIII secolo di scuola napoletana e solimeniana con soggetti religiosi (santi e scene del Nuovo Testamento).
I ruderi del Castello e la Chiesa di S. Martino costituiscono il nucleo più significativo dell’antica Monteforte. Sul colle di S. Martino, circondati da una pineta recintata e attrezzata, sono cospicui i ruderi dell’imprendibile fortezza medievale, costruita in posizione strategica già in epoca longobarda. Ampliata dagli angioini e dagli aragonesi, si ammirano ancora parte delle murature perimetrali in pietrame, una torre a pianta circolare ed un artistico camino. Nei pressi del castello, la Chiesa di S. Martino risale nel suo impianto originario al Duecento. Più volte ristrutturata, mostra un bel portale principale, la statua raffigurante San Martino, un’alta torre campanaria ed un tiburio cilindrico. Dentro l’unica navata si apprezzano il cassettonato ligneo del soffitto e il pavimento in maiolica. Fulcro del paese è piazza Umberto I° ove si affacciano il Municipio e la Parrocchia di san Nicola. Malgrado Monteforte Irpino si trovi all’interno dell’Irpinia, il suo territorio confina, seppur in piccola parte, con la provincia di Napoli, a causa del prolungamento del comune di Visciano. Questo fa di Monteforte l’unico comune territorialmente e culturalmente irpino a confinare con la provincia partenopea (gli altri comuni della provincia di Avellino che confinano con Visciano, ossia Avella, Baiano, Marzano di Nola, Mugnano del Cardinale, Pago del Vallo di Lauro, Sperone e Taurano, sono territorialmente nolani e culturalmente partenopei).